Screening del colon retto.

Screening del colon retto.

Il test di screening utilizzato è il test del sangue occulto nelle feci, eseguito ogni 2 anni nelle persone tra i 50 e i 69 anni (in alcune Regioni fino ai 74 anni). L’esame, estremamente semplice, consiste nella raccolta (eseguita a casa) di un piccolo campione di feci e nella ricerca di tracce di sangue non visibili a occhio nudo. Esistono diverse modalità per il ritiro delle provette in cui fare la raccolta delle feci. Saranno gli operatori del servizio screening a indicare quella impiegata nella Asl di appartenenza. Il test usato nei programmi di screening italiani non rende necessario seguire restrizioni dietetiche prima della sua esecuzione. 

L’obiettivo dello screening è quello di individuare eventuali polipi o adenomi (responsabili del sanguinamento) prima che possano eventualmente degenerare in un cancro, o forme tumorali in una fase precoce in cui è possibile intervenire più efficacemente e con meno complicazioni.

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Federfarma Sardegna sui dispositivi medici: “La criticità è amministrativa. Dialogo aperto con la Regione”
24/02/2026

Federfarma Sardegna sui dispositivi medici: “La criticità è amministrativa. Dialogo aperto con la Regione”

COMUNICATO STAMPA

Federfarma Sardegna sui dispositivi medici: “La criticità è amministrativa. Dialogo aperto con la Regione”

“I dispositivi medici che tutte le farmacie sarde forniscono sono quelli previsti dal nomenclatore nazionale recepito dalla Regione”.
Così il presidente dell’Unione regionale di Federfarma, Pierluigi Annis e il presidente provinciale di Sassari di Federfarma, Manlio Grandino: “In relazione alle notizie diffuse domenica da un quotidiano sardo sulla fornitura di dispositivi medici nel territorio, si ritiene necessario riportare la questione su un piano oggettivo.
La situazione attuale deriva da un disallineamento tecnico-informatico che comporta l’emissione di autorizzazioni con tariffe non aggiornate rispetto agli attuali costi di approvvigionamento. Non si tratta, dunque, di una indisponibilità delle farmacie a garantire i presidi ai cittadini, ma di una problematica amministrativa già formalmente rappresentata e attualmente oggetto di confronto con l’Asl e con l’Assessorato regionale alla Sanità. Singole scelte non possono essere trasformate in criterio di valutazione generale né utilizzate per alimentare una narrazione che contrapponga comportamenti più o meno solidali.
Le farmacie operano nell’ambito di convenzioni pubbliche e regole. Dunque, la soluzione deve essere tecnica e istituzionale. La sostenibilità del servizio non può essere rimessa a valutazioni di carattere morale, ma deve poggiare su criteri uniformi e oggettivi validi per tutti. Il confronto con l’Assessorato regionale alla Sanità prosegue in modo costruttivo. L’obiettivo comune resta la tutela dei cittadini attraverso soluzioni strutturali, eque e sostenibili per l’intero sistema. Siamo fiduciosi che si possa giungere rapidamente a una soluzione condivisa, nell’interesse primario dei cittadini.

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